Brescia, Caffaro e PCB: si pensa al commissariamento

La Commissione Ambiente della Camera, in missione a Brescia, ha annunciato che si sta valutando l'ipotesi di un commissariamento del sito inquinato

"Stiamo valutando se lo strumento del commissariamento del sito di interesse nazionale Caffaro possa accelerare il piano di bonifiche da Pcb". Lo ha dichiarato il deputato Pd Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, che si è riunita a Brescia per affrontare il tema dell'inquinamento da Pcb in una vasta area della città.

La proposta del commissariamento verrà ufficialmente avanzata al Governo il prossimo 26 luglio quando il Ministro dell'Ambiente Orlando sarà in visita a Brescia. Per il ruolo di commissario straordinario il nome che verrà proposto è quello di Giulio Sesana, direttore Arpa di Brescia fino al 30 giugno scorso.

Caffaro: nelle rogge 3 etti di Pcb al mese,
26 volte sopra i limiti USA

A partire dalla mattina, i delegati della Commissione Ambiente della Camera dei deputati hanno incontrato le Amministrazioni regionale e provinciale, i sindaci di Flero, Castelmella, Capriano del Colle e Poncarale. Hanno inoltre ascoltato anche i rappresentanti dei Comitati dei cittadini, delle associazioni e dei comitati ambientalisti, della Società Caffaro, dell'Asl, delle organizzazioni sindacali. Al centro della vista la situazione del sito di interesse nazionale Caffaro inquinato da Pcb.

Ermete Realacci, deputato Pd e presidente della Commissione Ambiante ha annunciato l'intenzione di proporre al ministro Orlando, che sarà a Brescia il prossimo 26 luglio, il commissariamento straordinario del Sito.

"Potrebbe essere l'unica strada per accelerare la bonifica", ha detto. Per il ruolo di Commissario Straordinario la Commissione Ambiente proporrà al Ministero, su indicazione del Comune di Brescia, il nome di Giulio Sesana fino al 30 giugno scorso direttore dell'Arpa di Brescia.

La Caffaro per 50 anni è stata l'unica azienda in Italia a produrre Pcb dal 1932 al 1983. Il Pcb prodotto a Brescia ha contaminato un'area di 7 km quadrati nella quale vivono 30.000 persone. Nel corso della vista bresciana la Commissione Ambiente della Camera ha affrontato anche il tema bonifiche: "Serve un contributo straordinario dello Stato, ma è giusto che paghi anche chi ha inquinato" ha detto Realacci. "Bisogna capire quanto la proprietà industriale della Caffaro può pagare".


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