Auto imbottite di cocaina, affari per 2,5 milioni di euro: 18 arresti

Smantellata un’organizzazione criminale transnazionale, composta prevalentemente da albanesi: importavano la droga dal Centro Europa e la spacciavano in tutta Italia.

I componenti della banda © Bresciatoday.it

Auto imbottite di cocaina attraversavano Belgio e Olanda e poi le strade del nostro paese. I carabinieri delle compagnie di Breno e Clusone (Bg) hanno smantellato un’organizzazione criminale, costituita principalmente da cittadini albanesi, dedita all’importazione, al traffico internazionale e allo spaccio di ingenti quantitativi di cocaina.

In tutto sono finite in manette 18 persone e sono stati sequestrati 11 chili di cocaina (800 mila euro il valore sul mercato), 1 chilo di marijuana e circa cinquantamila euro in contanti. Durante le indagini i carabinieri hanno monitorato la compravendita e il traffico di altri 20 chili di cocaina, per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro. 

Auto imbottite di cocaina

La droga veniva acquistata in Belgio e in Olanda e poi trasportata in auto fino al nostro paese dai due corrieri dell’organizzazione: un’insospettabile coppia di operai toscani (55 anni lei e 51 lui). La cocaina era destinata a rifornire le piazze di spaccio della Val Camonica, della Franciacorta, del Sebino, della Bergamasca e di altre numerose province dell’Italia centro-settentrionale: da Ferrara a Venezia; da  Bolzano a Monza-Brianza passando per Alessandria e Varese.

Auto imbottite di cocaina: il video

Al vertice della struttura c’erano due fratelli albanesi - di 25 e 21 anni - residenti a Fiesole (comune della provincia di Firenze): proprio in terra toscana avevano costituito la base logistica e il centro di smistamento dei carichi di droga che si muovevano verso il Nord Italia.

Indagini scattate a Breno

A far scattare l’inchiesta è stato il sequestro di 500 grammi di cocaina, effettuato a Breno dai carabinieri della locale compagnia lo scorso mese di giugno. In quella circostanza erano stati arrestati due fidanzati albanesi - residenti nel Comune della Valcamonica - e un artigiano italiano del posto. Proprio l’ingente quantitativo di cocaina trovata aveva spinto i militari ad approfondire le indagini: grazie alla collaborazione tra le compagnie di Breno e Clusone, in soli due mesi è stata ricostruita l’intera struttura dell’organizzazione.

Il blitz e gli arresti

Il blitz decisivo lo scorso fine settimana, quando i militari hanno fermato il corriere nel Bresciano: stava rientrando a Firenze con un grosso carico. Sotto il sedile posteriore della sua Nissan Qashqai è stato scoperto un vano artefatto (la cui apertura poteva avvenire solo tramite un pulsante nascosto sotto la moquette del tettuccio) nel quale erano occultati dieci panetti di cocaina, per un totale di 10 chilogrammi. A bordo della macchina c’era anche la moglie dell'insospettabile operaio 51enne di Pieve a Nievole (Pt) che lo aveva accompagnato durante il viaggio. Nella circostanza è finito in manette anche il più grande dei due fratelli albanesi: al volante di una seconda auto seguiva il trasporto della droga.

Dopo il sequestro, i carabinieri hanno chiuso il cerchio e sono scattare le misure di arresto ritardato anche per gli altri componenti dell’organizzazione. In tutto 11 persone: erano i materiali destinatari della droga, come testimoniano le importanti cessioni fatte nelle settimane precedenti e monitorate dagli inquirenti. Tra di loro c'è anche un 29enne di casa a Cazzago San Martino.

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