Brescia: acqua inquinata? Bottiglie in plastica nelle mense scolastiche

La replica del Comune alle richieste delle associazioni dei genitori: in attesa di nuove analisi che possano fugare ogni dubbio, nelle mense della città di Brescia non più acqua dal rubinetto, a rischio inquinamento da cromo

Primo sospiro di sollievo per comitati e associazioni di genitori ‘cittadini’: onde evitare il benché minimo rischio, il Comune di Brescia ha annunciato che nelle mense delle scuole della città non vi saranno più le brocche riempite con acqua del rubinetto ma bottiglie da 1,5 litri tappate e sigillate.

Una soluzione temporanea, fanno sapere della Loggia, anche perché comporterà un incremento dei costi nell’ordine dei 20mila euro, e dunque solamente per “il tempo necessario affinché vengano realizzate nuove analisi che fughino definitivamente ogni dubbio dei cittadini”.

Proprio in questi giorni infatti, e in queste settimane, si stanno muovendo i ‘tecnici’ dell’Università di Medicina, “per far svolgere una valutazione esaustiva e rigoroso circa le eventuali tossicità presenti nell’acqua distribuita nelle mense comunali”.

Si fa presto a creare allarmi ingiustificati, ma l’acqua seppur potabile nel suo scorrere lascia dietro di sé dei dubbi legittimi, soprattutto quando in gioco c’è la salute dei bambini.

Lo hanno sottolineato proprio le associazioni dei genitori, in riferimento allo studio ASL sulla potabilità dell’acqua bresciana, pubblicato poco più di un mese fa: acqua inquinata, ma nei limiti di legge, e l’amara consapevolezza che per quanto riguarda il cromo Brescia si gioca il record europeo.