Psicosi scabbia: più di 100 ragazzi saltano la scuola

La notizia dei 5 casi di scabbia si è diffusa su Facebook, scatenando il panico tra gli studenti. Questa mattina gli alunni si sono radunati fuori dai cancelli dello Sraffa, protestando contro la dirigenza dell'istituto di via Comboni

BRESCIA. Centinaia di studenti accalcati in strada, per chiedere spiegazioni alla preside. Una protesta di massa, originata dal panico per i 5 casi di scabbia che si sono registrati in una classe delle superiori, nell'istituto Sraffa di via Comboni. I ragazzi hanno accusato la dirigente scolastica di non averli informati: “Abbiamo appreso la notizia da Facebook”, hanno ripetuto in coro.

Invocata dagli alunni, la dirigente scolastica, Maria Piovesan, è uscita nel cortile per incontrare i rappresentati d'Istituto, cercando di riportare la calma e spiegare che non c'era alcun reale pericolo: “Come ho detto questa mattina ai miei alunni - spiega la dirigente -   ho saputo dei casi di scabbia giovedì santo, quando la scuola era chiusa per le vacanze. Ad informarmi è stata  la mamma di una ragazza che ha contratto la malattia. Ho immediatamente chiamato l’Asl per sapere cosa fare e  mi è stato detto che sarebbero stati loro ad occuparsene, come prevede il protocollo”. 

“Inoltre - continua -, mi è stato spiegato che il rischio di contagio dura solo 72 ore, quindi non c'era motivo di diffondere la notizia, perché  il problema si sarebbe risolto prima del rientro dalle vacanze.  Mercoledì  30, quando sono  riprese le lezioni, sono intervenute tre dottoresse dell’Asl nella classe interessata, per spiegare ai ragazzi la profilassi da seguire. Indicazioni che oggi sono state pubblicate sul sito della scuola. Intervenendo prima  avrei rischiato di scatenare una psicosi: non ci sono restrizioni e i ragazzi che hanno contratto la malattia potrebbero già tornare a scuola. Ovviamente ho scritto ai bidelli di intensificare le pulizie . Il vero pericolo i ragazzi lo hanno corso questa mattina, restando accalcati in strada con le auto che volevano passare: tra loro c'erano anche 60 disabili."

Ma le parole della preside non hanno rassicurato proprio tutti gli alunni: più di un centinaio, nonostante le spiegazioni, hanno deciso di non andare a scuola e dovranno giustificare la loro assenza. Chi è entrato in classe, invece, ha seguito l'incontro organizzato dalla dirigente con gli operatori dell’Asl. 

“Questa mattina eravamo molto preoccupate - raccontano alcune ragazzine all'uscita da scuola -, ma la preside ci ha rassicurato e tranquillizzato: ci è  stato spiegato cosa fare e come comportarci, ora siamo serene: non c'è nessun motivo per saltare la scuola." Pare che a diffondere la notizia su Facebook non sia stato né un alunno, né un genitore o tantomeno un insegnate: per vederci chiaro la dirigente ha inviato una segnalazione alla Polizia Postale.

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