Ucciso da un tumore in pochi mesi, tutto il paese piange il mago di torte e pasticcini

Centinaia di persone hanno gremito il duomo di Breno per l’ultimo saluto ad Antonio Ferrari, storio pasticcere del paese. Per oltre 50 anni ha guidato l'omonimo laboratorio di pasticceria di via Mazzini.

Antonio Ferrari

Una folla commossa di persone ha gremito, domenica pomeriggio, il duomo di Breno per l’ultimo saluto ad Antonio, per tutti ‘Tonino’, Ferrari. In paese lo conoscevano tutti: per oltre 50 anni ha guidato l’omonima pasticceria di via Mazzini, insieme alla sorella Dalida, deceduta 10 anni fa.

Lo storico maestro di torte e pasticcini se n’è andato nei giorni scorsi, vinto da un tumore che non ha nemmeno avuto il tempo di combattere: si è spento solo quattro mesi dopo la terribile diagnosi, all'età di 76 anni.

Originario di Gambara, si era trasferito nel comune della Valcamonica quando era ancora un bambino. Una passione di famiglia quella per dolci e prelibatezze, che Tonino aveva ereditato dai genitori. Insieme alla sorella aveva avviato, oltre mezzo secolo fa, il laboratorio-negozio di via Mazzini dove preparava torte, pasticcini e prelibatezze che hanno allietato i palati di generazioni di brenesi.

Un’attività che ora da qualche anno è nelle mani della nipote Lory: a lei il compito di portare avanti l’arte di famiglia compresa quella di sfornare il dolce tipico di Breno: la Spongada de Brè.  Lascia nel dolore la moglie Fausta, le figlie Silvia e Valeria, e il fratello Enrico, anche lui noto pasticcere.

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