Elisa Trotti, la rinascita grazie a Bebe Vio, puntando a Tokyo 2020

Dopo lo schianto in moto che le è costato l’amputazione del braccio destro, la campionessa di tennistavolo camuna sta riprendendo le fila della sua carriera, con l’obiettivo più ambizioso.

Fonte: Facebook

9 luglio 2016. Una data che Elisa Trotti non dimenticherà mai, una data che le ha cambiato  la vita - per sempre - ma non le ha tolto la voglia di vivere. Anzi. A distanza di 6 mesi dall’incidente, la campionessa di tennistavolo di Angolo Terme ha ben chiaro in testa cosa vuole per il suo futuro: il suo sport preferito. 

Nell’incidente Elisa era a bordo della motocicletta Ducati guidata dall’amico Maurizio Bertoli, con il quale il rapporto è ancora strettissimo («Non avrei mai voluto essere caduta da quella moto insieme a te.. Non avrei mai voluto vivere quelle paure.. Quella notte però ha portato a tutto questo: due amici che diventano fratelli!»). Finita nella scarpata oltre il guardrail, sbattuta tra gli alberi, franata tra i rovi, Elisa fu prontamente soccorsa ma le ferite obbligarono i medici ad amputarle il braccio destro, quello “forte”, utilizzato per impugnare la racchetta. Ora il braccio ha un nome proprio: «Ecco a voi il mio nuovo compagno di viaggio: Gino il braccino! Grazie a lui vivrò esperienze indimenticabili, mi insegnerà a vivere la vita nel modo migliore e io avrò cura di lui!». 

Nei giorni scorsi in un’intervista pubblicata dal dorso bresciano del Corriere della Sera Elisa ha rivelato i suoi progetti, e colei che con la sua forza d’animo li ha ispirati: «Quando ho visto cosa è riuscita a fare Bebe Vio ai Giochi Paralimpici, è tornata in circolo quella determinazione da agonista che non avevo mai perso. Andava solo rimessa in circolo, ora ho ben chiaro quale sia il mio nuovo obiettivo». Le prossime olimpiadi saranno nel 2020, a Tokyo, ed Elisa le punta già: «Mancano tre anni e mezzo, voglio tornare a combattere, so che ci posso arrivare. Il tennistavolo non è mai uscito dalla mia testa: del resto era il mio lavoro a Bolzano, dove giocavo e allenavo. Vorrei riprendere quel filo interrotto e la Federazione è con me: avrebbero già voluto convocarmi con la nazionale paralimpica, ma bisogna andare per gradi».

Il prossimo passo per l’atleta camuna, circondata da tanti amici e dall’affetto della famiglia, sarà un nuovo intervento alla spalla destra grazie al quale i medici - che ricostruiranno tre tendini - capiranno se ritroverà la sensibilità necessaria per poter usufruire di una protesi mioelettrica al braccio, che le consentirebbe di poter impugnare di nuovo la racchetta con “la mano forte”. Se non fosse possibile? Elisa ha già detto che imparerà a usare la sinistra. 

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