Castegnato, il presidio dei lavoratori della BPB: 76 posti di lavoro a rischio

Venerdì scorso l'incontro tra i rappresentanti della FIOM e quelli dell'amministrazione locale, con sindaco e vice. Il Comune disposto ad aiutare le famiglie in difficoltà, il 13 aprile prossimo scade la cassa integrazione

Storie di ordinaria cassa integrazione a Castegnato, dove circa un’ottantina di lavoratori sono rimasti senza lavoro a causa della decisione improvvisa della BPB, operante nella pressofusione di alluminio, che di punto in bianco ha cessato la propria attività e ha lasciato letteralmente a casa tutti i suoi dipendenti. Un circolo vizioso che colpisce anche diversi artigiani della zona che vantano crediti consistenti nei confronti dello stabilimento, che corrono a loro volta il rischio chiusura, il rischio fallimento. I lavoratori stanno ancora presidiando la fabbrica per impedire la fuoriuscita delle lavorazioni. La cassa integrazione infatti scade il 13 aprile prossimo, il futuro è tutt’altro che roseo per i 76 salariati provenienti da Brescia, Castegnato, Ospitaletto, Paderno, Travagliato, Gussago, Concesio, Iseo, Passirano e Roncadelle. Molti di loro tra l’altro stanno ancora aspettando gli stipendi arretrati, pagamenti mai recepiti che risalgono ormai a qualche mese fa.

Venerdì scorso l’incontro tra l’amministrazione di Castegnato (presenti il sindaco Giuseppe Orizio e il vice Patrizia Turelli) e il funzionario della Fiom Massimo Cappelletti. Una lunga discussione tra le parti che ha confermato gli obiettivi comuni e la totale solidarietà nei confronti dei lavoratori a rischio, una questione scottante, una difficile battaglia di difesa in cui sindacato ed enti locali chiedono un nuovo incontro con la società “per conoscere meglio la situazione e sollecitare le iniziative che possono consentire le coperture sociali ai dipendenti”.

Come spesso accade le cose non sempre quadrano. “Nonostante la cessazione improvvisa dell’attività – fanno sapere dal Comune di Castegnato – e la pesante situazione debitoria i proprietari della BPB non hanno ancora presentato istanza di fallimento. In assenza di questa istanza i lavoratori non avranno diritto alla Cassa Integrazione straordinaria, cosa che consentirebbe l’esenzione dal pagamento dei ticket e il blocco dei mutui sulla casa ai quali non possono far fronte”.

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Il Comune si è reso disponibile a valutare le singole situazioni dei nuclei familiari coinvolti, pronti a scendere a un compromesso di favore per aiutare le famiglie in difficoltà, come per il pagamento delle rette scolastiche.

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