Dopo la terribile strage, ora rinasce il ponte distrutto dalle fiamme

Autovia Padana ha disposto l'avvio del cantiere per ricostruire il ponte distrutto dal rogo che lo scorso 2 gennaio ha provocato la morte di sei persone. Sarà pronto in 8 mesi

Il camion in fiamma sotto il ponte di Montirone

Ci vorranno 8 mesi, ma forse l'attesa potrebbe essere più breve, per il rifacimento del cavalcavia dell'autostrada A21 andato completamente distrutto nell'incendio dello scorso 2 gennaio. Un rogo terribile, costato la vita a sei persone: una famiglia francese in Italia per una breve vacanza e l'autista del camion che ha tamponato la loro auto, facendola finire contro l'autocisterna che ha dato origine al rogo.

Con una comunicazione ufficiale, Autovia Padana spa ha infatti comunicato di aver disposto l’avvio dei lavori relativi al ponte di Montirone. Preso atto del voto favorevole espresso sul progetto esecutivo dal Provveditorato OO. PP. di Milano, durante il Comitato Tecnico Amministrativo del 14 novembre, c'è da attendere solo la formalizzazione del parere e l’approvazione finale da parte del Ministero.

In attesa di questi passaggi burocratici il cantiere può aprire: i primi sopralluoghi sono già stati effettuati nella giornata di martedì. Dopo quasi un anno di attesa - scandito dalle proteste e dalle raccolte firme organizzate dai cittadini di Montirone- possono finalmente cominciare i lavori che porteranno alla riapertura del tratto della Brescia-Parma chiuso dopo la tragedia.

Un cantiere che resterà aperto al massimo per 8 mesi, ha fatto sapere Francesco Lazzaroni, sindaco di Montirone. Prima che i lavori comincino vanno però costruite le strade che consentano a mezzi e operai di raggiungere la zona, il che comporta l'occupazione di aree private. Potrebbe anche volerci meno tempo, ed è questa la speranza condivisa dal sindaco e dai cittadini. Non mancheranno i cambiamenti: il nuovo ponte sarà più largo del precedente, in modo da poter creare una ciclabile per il passaggio di pedoni e biciclette.

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Commenti (1)

  • Dopo una tragedia immane, costata la vita a sei persone, alla chiusura "forzata" di alcune attività, finalmente una buona notizia, la realizzazione di un nuovo ponte corredato di pista ciclabile. Un pensiero va alla famiglia francese che ha pagato il "prezzo" più alto.

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