Liberato dopo 3 anni: "Mi hanno drogato e rapito". Ma adesso finirà ai domiciliari

Tornerà presto a casa Alessandro Sandrini, il 34enne rapito tre anni fa in Turchia. Una volta a Brescia però dovrà scontare gli arresti domiciliari

Stanco e dimagrito, evidentemente debilitato e ancora un po' spaventato: ma la buona notizia è che Alessandro Sandrini sta bene, e presto tornerà a casa. I genitori lo aspettano con ansia: “E' il giorno più bello della nostra vita”, dicono. Rapito nell'ottobre del 2016 in territorio di Adana, in Turchia, è rimasto ostaggio di una banda di criminali per quasi tre anni: volevano soldi, chiedevano un riscatto. Sarebbe stato liberato al termine di uno scontro a fuoco. Presto sarà lui a raccontare tutto quello che gli è successo.

Sandrini ha 34 anni, residente a Folzano. Adesso si trova a Roma, a disposizione della magistratura per gli accertamenti del caso. La procura indagava per sequestro di persona con finalità di terrorismo. E' stato liberato dalle milizie del “Governo di salvezza nazionale”, che già nel pomeriggio hanno organizzato una conferenza stampa a Bab Al-Hawa, durante la quale ha parlato anche Sandrini.

Il rapimento

Ai microfoni ha detto di essere stato rapito ad Adana la sera del 3 ottobre 2016, quando si era perso per la città e non trovava più il suo albergo. Aggredito alle spalle e incappucciato, forse drogato: quando si è svegliato si è trovato in una stanza con due persone armate. Passano i giorni, poi le settimane e i mesi. Nell'ottobre del 2017, un anno dopo la sua scomparsa, Sandrini telefona per la prima volta alla madre.

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