Giallo della motosega ad Adro: si fa largo l'ipotesi dell'omicidio

Col passare delle ore e la raccolta di nuovi elementi, sembra improbabile l'ipotesi di un incidente sul lavoro, come si era invece pensato in un primo momento

(fonte: Teletutto)

Il corpo senza vita di un 63enne riverso a terra in un lago di sangue, con terribili e profonde ferite alla nuca e all'avambraccio sinistro; a circa mezzo metro una motosega.

Tre fratelli: Franco Bertola, la vittima, Giuseppe, che viveva con lui, e Natale, che vive con la famiglia in un'altra abitazione di Adro; una famiglia di agricoltori, che sembra fossero ai ferri corti per questioni legate all'eredità.

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Teatro del fatto di sangue un piccolo capannone con un trattore e altri attrezzi agricoli annesso ad una casa nella campagna di Adro in via Valli, nel bresciano. Sono gli elementi del giallo che in queste ore sta andando in scena ad Adro, comune bresciano già salito agli onori della cronaca per la vicenda dei 'soli delle Alpi' leghisti nell'istituto scolastico comprensivo del paese.


Gli investigatori non si sbilanciano, ma con il passare delle ore la vicenda sta acquisendo contorni più chiari: tanti elementi portano i carabinieri a propendere per l'ipotesi dell'omicidio. La strada dell'infortunio sul lavoro, imboccata nelle prime ore dopo il ritrovamento del cadavere, non è ancora stata ufficialmente abbandonata, ma sembrerebbe senza uscita.

Perché le ferite all'avambraccio del 63enne sarebbero compatibili con un tentativo di difesa; tracce di sangue sono, poi, state ritrovate dagli uomini del Nucleo SIS dei carabinieri di Brescia anche al di fuori della rimessa per gli attrezzi agricoli.

Erano circa le nove di mattina di lunedì quando Natale Bertola, fratello della vittima, ha trovato il cadavere del 63enne Franco, che indossava jeans e canotta, dilaniato da una motosega.

Sembra che l'uomo andasse spesso nell'abitazione dei suoi due fratelli per dare da mangiare ad un cavallo. E' stato lui a dare l'allarme al 118, il primo ad arrivare sul posto seguito dai carabinieri della compagnia di Chiari. Sembra che in quegli istanti Giuseppe, che viveva con la vittima, si trovasse in un bar di fronte all'abitazione. In queste ore gli inquirenti stanno vagliando ogni ipotesi, sentendo i famigliari e gli amici del 63enne.

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L'obiettivo delle indagini, coordinate dal pm Claudio Pinto, è ricostruire gli ultimi istanti di vita di Franco Bertola, capire che tipo di vita conducesse, che persone frequentasse. "Vivevano qui da soli. Brava gente" dice chi conosce la famiglia e chi, domenica sera, come sempre aveva bevuto un caffé al bar con il 63enne.

(fonte: Ansa)

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