Operai in nero e clandestini, pessime condizioni igieniche: scovata fabbrica-lager

Il blitz della guardia di finanza in un'azienda tessile di Acquafredda gestita da un cittadino cinese

Foto d'archivio

Lavoratori in nero e clandestini, pessime condizioni igenico-sanitarie, mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza e perfino un laboratorio trasformato in dormitorio di fortuna. È quanto hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza di Brescia durante un blitz in un'azienda di Acquafredda. Una fabbrica che si occupa del confezionamento di articoli di abbigliamento, ed è riconducibile ad un uomo di nazionalità cinese.

Dieci i lavoratori 'in nero' scovati dai finanzieri, di cui 7  privi di documento di riconoscimento e quindi in condizione di clandestinità. Grazie alla collaborazione con la Questura di Brescia, 3 di loro (sono tutte donne) sono state espulsi dal territorio nazionale, mentre agli 4 operai sono stati notificati inviti all’espulsione.I 7 clandestini vivevano all'interno dell'azienda e dormivano su alcuni materassi adagiati sul pavimento del laboratorio o nel garage dell'abitazione adiacente.

Inoltre, le pessime condizioni igienico-sanitarie riscontrate sul posto di lavoro e la mancata adozione degli accorgimenti previsti in materia di sicurezza, hanno determinato, da parte delle Fiamme Gialle, l’inoltro di una specifica segnalazione all’ATS di Brescia, che ha provveduto a inviare sul posto il proprio personale per gli approfondimenti di competenza. Se lo riterrà opportuno,  l'Ats potrà avanzare una richiesta di sospensione dell'attività al Sindaco di Acquafredda.

Al termine del blitz della finanza, il rappresentate legale dell’azienda è stato segnalato alla procura della Repubblica di Brescia per aver impiegato alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno, comportamento sanzionabile con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di € 5.000 per ogni lavoratore impiegato.

Non solo: all’impresa verrà applicata la maxi sanzione prevista dalla normativa vigente, che oscilla da un minimo di 1.500 ad un massimo di 36.000 € per ogni lavoratore irregolare impiegato. I controlli non sono finiti: ulteriori accertamenti fiscali verranno effettuati dalla Guardia di Finanza di Desenzano per recuperare le imposte sui redditi e i contributi previdenziali ed assistenziali non versati a danno dello Stato e degli stessi lavoratori. 

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