Acqua infetta dai rubinetti, ma il Comune si dimentica di avvisare i residenti

Una decina di famiglie senza ordinanza: “Nessuno l'ha bevuta, ci siamo informati da soli”. Ma in paese è polemica

Non è ancora finita l'emergenza acqua potabile a San Felice del Benaco: mercoledì mattina sono programmate nuove analisi. Ma il fronte delle ordinanze di divieto si allarga anche a Salò, come già successo per Manerba: ci sono infatti alcune case (in tutto una decina di famiglie) che al confine tra i due paesi si “abbeverano” appunto dall'acquedotto di San Felice, nella strada omonima e poi in Via della Scala.

Le ordinanze urgenti che vietano anche in quelle zone il consumo per uso alimentare dell'acquedotto sono state pubblicate e inviate in serie ai residenti, martedì pomeriggio. Certo non mancano le polemiche, in particolare sul ritardo dell'intervento amministrativo: l'ordinanza di San Felice, che vieta il consumo dell'acqua del rubinetto per la presenza di Norovirus, è datata 28 giugno scorso.

A puntare i piedi sono proprio quelli che sul confine ci vivono: “Il comportamento del Comune di Salò, per l'ennesima volta, mi ha dimostrato quanto poco gli importi della periferia”, ha scritto Maria Eugenia Bonomini, che abita proprio in Via San Felice.

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