Brescia: 260.000 tonnellate di rifiuti 'stranieri' nell’inceneritore

La provincia di Brescia presenta i dati del 2013 sulla quantità di rifiuti speciali e 'stranieri' bruciati dal termoutilizzatore A2A: in un anno 260mila tonnellate, provenienti da tutta Italia

La conclusione quasi naturale, e purtroppo già ampiamente annunciata, dell’inchiesta curata dalla Provincia di Brescia sulla quantità, la qualità e la provenienza dei rifiuti importati (e bruciati) dall’inceneritore A2A di Brescia.

Numeri che fanno rumore: ogni anno, in città, si bruciano circa 260mila tonnellate di rifiuti ‘stranieri’ e speciali. Il doppio che a Parma, altro impianto già abbastanza contestato. E i rifiuti, da dove arrivano? Da più di 30 province del centro e del sud Italia.

Dalla Campania (Napoli e Salerno) al Lazio (Roma, Latina e Frosinone). Ma pure Lecce e Taranto, perfino qualche scoria in arrivo da San Marino. Questo per quanto riguarda il 2013: per l’anno in corso, potrebbe essere ancora peggio.

Da qualche mese il Governo capitanato da Matteo Renzi ha attivato lo ‘Sblocca Italia’, il decreto che smuove fondi, opere e progetti. Tra i tanti in programma anche l’emergenza rifiuti nel Sud Italia: risolta, per ora, utilizzando gli inceneritori del Nord.

A Brescia si dibatte intanto sul futuro del termoutilizzatore, già sfruttato al massimo carico. L’ipotesi – avanzata anche dagli ambientalisti – è quella di cambiare in corsa la tipologia di rifiuti trattati, magari riducendone anche il quantitativo. Passare dai rifiuti speciali ai rifiuti urbani. Ma se le 260mila tonnellate rimangono il livello di emissioni sarebbe comunque assai elevato.

Uno ‘Sblocca Italia’ che ha pure un effetto domino. Un inceneritore al massimo regime necessita di una discarica di ampia portata, dove ‘parcheggiare’ residui e scorie pesanti. A2A dunque tornerà alla carica, per accelerare i tempi di realizzazione della discarica Bosco Stella di Castegnato.  

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