In coma dopo un incidente, muore a 31 anni di distanza

L'auto sulla quale viaggiava con altri quattro amici è uscita di strada il 20 marzo 1988: da allora Ignazio Okamoto era in stato vegetativo.

È morto all'età di 48 anni, ma la sua vita si è fermata quando ne aveva solamente 17. All'ora di pranzo di venerdì, Ignazio Okamoto è deceduto nella sua abitazione di Collebeato. Al suo fianco, come sempre negli ultimi 31 anni, il padre, Hector, nato in Messico ma di origini giapponesi, e la madre Marina. La vicenda è raccontata in un lungo articolo dal Giornale di Brescia in edicola stamane. 

La storia. Ignazio, per tutti "Cito", nella notte tra il 19 e il 20 marzo 1988 viaggiava su una Golf guidata da un amico, in compagnia di altri tre giovani bresciani. In autostrada A22, all'altezza di Nogarole Rocca, l'auto uscì di strada provocando la morte istantanea di Nicola Luigi Mori, 22enne di Lumezzane, e il grave ferimento dello stesso Ignazio. 

Da quel giorno, fino a venerdì, Ignazio non è si è mai ripreso dal coma, come fu fin dal primo momento anticipato dai medici. Suo padre lasciò il lavoro per assisterlo: dopo due anni in una struttura ospedaliera, il giovane fu portato nella sua abitazione a Collebeato, casa dalla quale non è mai più uscito. A volte è capitato che dagli occhi di Ignazio scendessero delle lacrime, facendo sperare nel miracolo, che purtroppo non è mai avvenuto. Il vero miracolo è stato l'amore incondizionato di suo padre e di sua madre, che gli sono stati accanto per tanti anni sacrificando la loro vita al figlio sfortunato. 

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