Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente

Numerosissimi sostenitori si presentano nella sede della sala della Camera di Commercio di Brescia. CRCA è un nuovo movimento politico e culturale per difendere la caccia e il relativo indotto, oltre al pensiero rurale vs il pensare metropolitano
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R: Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente

Celso Vassalini:

Ti dico con il cuore leggero. Addio vecchio Anno, ti saluto senza, nessun rimpianto, non sei certo da ricordare, ma in fretta da dimenticare. Il simbolico spartiacque fra un anno che sta morendo, con tutto il suo carico di accadimenti (buoni e cattivi) ed uno che sta nascendo, vestito per l’occasione di carezzevoli illusioni e condito di languide speranze. Una sorta di limbo dove rimanere per un istante sospesi fra il prima e il poi, a tracciare bilanci di vita e sognare vite che non ci apparteranno mai, prima che la giostra del divenire stemperi l’attimo ed il futuro si faccia presente, riportandoci alla realtà. Tutti, Monti compreso, mai eletti dagli italiani e deputati a portare avanti un programma di governo imposto nei dettagli dalla BCE e mai sottoposto al vaglio degli elettori, che a suo tempo votarono i programmi di Berlusconi e Veltroni, di natura profondamente diversa, se non antitetica, rispetto a quello che verrà realizzato nei prossimi mesi. Monti e la congrega di banchieri da lui rappresentati non sono espressione delle urne e con le urne non dovranno confrontarsi mai. Incarnano esclusivamente i grandi interessi finanziari, sono servi alle dipendenze del denaro e il denaro non è dotato di sensibilità sociale, non è incline alle mediazioni, non deve moderarsi temendo di perdere voti, non possiede sentimenti e neppure pietà. Persegue un solo scopo, moltiplicarsi all’infinito nella maniera più rapida possibile, poco importa quali siano i costi in termini di macelleria sociale, dal momento che conosce un solo costo, quello monetario. La dittatura del denaro è in assoluto la peggior forma di governo possibile, nel 2011 ne abbiamo avuto un primo assaggio con la soppressione delle pensioni per tutte le nuove generazioni (e buona parte delle vecchie), l’aumento indiscriminato di tasse e costi a carico di una popolazione già fortemente impoverita, la riduzione delle opportunità di lavoro. Ma solo nel 2012 saremo in grado di apprezzare la reale dimensione del disastro che sta precipitando sulle nostre teste e il contatto con la realtà risulterà con tutta probabilità drammatico. Il potere politico che appoggia il Governo Monti, avrebbe in teoria la funzione di appianare i contrasti, invece rivela tutta la sua impotenza. E così e' destinato ad essere travolto dalle contraddizioni che e' incapace di governare. Colgo comunque un buon segnale, dalle due potenze economiche asiatiche nei confronti della travagliata area euro-dollaro. Il patto Cina-Giappone è un chiaro segnale di sfiducia o fiducia? Penso e spero che rappresenti una sfida che evidenzia l’importanza di una ”Europa unita e di una moneta comune che ci dà buone chanches di perseguire i nostri interessi e l’opportunità di realizzarli a livello mondiale”. E’ un abbaglio? Gradirei che qualche Lodevole Economista della nostra Università Statale degli Studi di Brescia avere dei ragguagli: che la seconda e la terza economia mondiale, Cina e Giappone, hanno siglato un accordo che prevede l’abbandono del dollaro americano? Potrebbe essere quella debole luce in fondo al tunnel? Poi condivido la proposta del Presidente della nostra Provincia On. Daniele Molgora, che la nostra Provincia per dimensioni, popolazione e Pil, ha tutte le caratteristiche costituzionali per essere considerata una regione. Sono d’accordo di dar vita ad un percorso volto alla difesa del territorio bresciano, un referendum che punta a chiederne la promozione a “Regione”.  L’Art. 132 della Costituzione, infatti recita: <<Si può con legge costituzionale, sentiti i consigli regionali, disporre la fusione di regioni esistenti o la creazione di nuove regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con un referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse>>. <<Tutti requisiti che la nostra provincia, quinta in Italia per popolazione con 1.256.025 abitanti, la seconda per valore aggiunto in agricoltura, la quinta nell’industria, la sesta nel settore dei servizi, la quinta in totale, con valori superiori alle intere regioni Friuli Venezia Giulia e Calabria, e superiore per popolazione a ben sei regioni oggi riconosciute dalla Costituzione, rispetta perfettamente>>. Condivido la preoccupazione del Presidente Molgora, che la perdita dell’Ente Provincia rappresenta un tentativo di eliminare l’identità bresciana in cui il territorio si riconosce.
Celso Vassalini.
Brescia
www.celso1000

mercoledì, 4 gennaio
Avatar anonimo di Celso Vassalini

R: Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente

Celso Vassalini:

Continua la strage di Stato nell'indifferenza della politica, politica rispetto alla quale le persone che muoiono sotto il fango non valgono l'allarme provocato dalla parola 'spread'. E' drammatico constatare che in pochi giorni hanno perso la vita sotto il fango oltre 30 persone senza che non una iniziativa concreta sia stata presa. Quello che sta accadendo è il risultato di anni di aggressione al territorio perpetrata nell'indifferenza della politica che ormai parla del dissesto solo in presenza dei morti per poi tornare, dopo ventiquattrore, a dare il via libera ad abusi edilizi e urbanistici come se niente fosse. Di fronte alle vite spezzate sotto il fango continuare a parlare del Ponte sullo Stretto di Messina sia una vera e propria bestemmia: quelle risorse (8,5 miliardi di euro secondo la Corte dei Conti) devono essere subito liberate per cantierare migliaia di opere per la difesa del suolo; bisogna annullare subito tutte le deroghe ai vincoli paesaggistici che hanno consentito di edificare lungo i fiumi, i corsi d'acqua e le coste; chiediamo al governo un Piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio: in Italia 7 comuni su 10 sono a rischio idrogeologico; il parlamento deve varare immediatamente una legge che metta uno Stop al consumo del suolo. Quello delle ultime settimane è un vero e proprio bollettino di guerra non degno di un Paese europeo. Cosa deve ancora accadere prima che si comprenda che il dissesto idrogeologico è una drammatica emergenza dell'Italia? E' il bollettino della quasi quotidiana guerra tra l'uomo e l'ambiente, vittima quest'ultimo e non carnefice del primo. Si chiama dissesto idrogeologico e ormai tutti sanno cos'è. E' un territorio fragile sul quale l'uomo dovrebbe poggiarsi come camminasse sulle uova e invece lo attraversa con i bulldozer. Situazione ulteriormente aggravata certamente da un clima cambiato e da conseguenti precipitazioni atmosferiche diverse da quelle a cui eravamo abituati solo 50anni fa. «È assolutamente urgente che l'Italia prenda atto che ci troviamo in una situazione climatica nuova rispetto a quella degli ultimi altrimenti rincorreremo emergenze su emergenze. Il nostro territorio è stato gestito molto male, comunque la situazione climatica più o meno consentiva di reggere eventi climatici rari». Ma la pioggia ha ora una «frequenza molto più alta e una intensità molto più forte». «Ora c'è una situazione di emergenza, lo abbiamo visto a Messina, in Liguria e Toscana. Ci sono aree che per circostanze climatiche che si creano, sono più esposte. Abbiamo la possibilità di capire che c'è una situazione di vulnerabilità e questa va affrontata subito». Poi che ci sono zone a rischio dove sono state insediate attività produttive. «Paghiamo un prezzo per una visione molto corta. Sono state utilizzate zone che già venti o trenta anni fa, il buon senso avrebbe consigliato di non utilizzare». E' il momento di «cominciare» ad agire sui territori - lì dove non si sarebbe dovuto mai costruire. Certo, si potrebbe far notare che il neoministro è stato decenni burocrate del ministero dell’Ambiente stesso e quindi - al di là dei buoni propositi emersi anche con l'ex titolare Prestigiacomo che però non riuscì a ottenere i finanziamenti richiesti - chieder conto di quanto lui stesso ha fatto in questo lungo periodo, ma tanto in Italia si sa che nessuno comunque pagherebbe il conto. Tranne l'ambiente e tranne le persone che ogni anno al nord, come al centro, come al sud muoiono troppo spesso per colpa di pianificazioni urbanistiche folli. Basti pensare che in quella stessa Messina, che solo due anni fa è stata colpita dallo stesso fenomeno, si trovano o si dice di aver trovato i soldi per costruire il Ponte e non si è mai fatto nulla invece per il dissesto idrogeologico. Se c'è una cosa che unisce l'Italia, è proprio la fragilità e la bellezza del suo territorio, ma al nord come al sud non si è imparata una che sia una lezione dal passato. Dal neogoverno Monti, come da quello che lo succederà dobbiamo come cittadini anche non ambientalisti imporre  che almeno questo capitolo di spesa sia nell'agenda nazionale, anche perché se non ci sarà come prevenzione ci sarà comunque (e ben più salata) come ricostruzione. Vedo solo L'unità d'Italia dei morti da cemento e da dissesto idrogeologico. E mia nipote mi chiede e vi chiede: “Zio a cosa serve quel boschetto di piante in piazza della Loggia?” “E’ il boschetto dove si riuniscono le liste civiche”. “Zio ma la nonna ci porta Rin Tin Tin)!” “Be, tutto fa consenso elettorale”. “Zio ma il boschetto è forse l’idea o proposta degli Assessori Vilardi e Labolani perché il monte Maddalena diventi zona protetta e di studio faunistico?” “Sarebbe auspicabile perché il nostro monte polmone paziente, sarebbe da accudire e una costante manutenzione al sottobosco, per evitare inondazioni anche da noi. Come faceva il Gruppo Val Carobbio, che dopo l’alluvione di S.Eufemia tengono pulito il sottobosco della valle e liberi i canali naturali di scolo. E da allora il quartiere è più tranquillo. “Zio per sollecitare gli Assessori, devo mandare un mio pensierino per queste cose a S. Lucia, a Babbo Natale o alla Befana?” “Cara nipote lasa perder ghè za to sio che scif trop”.
Celso Vassalini
Brescia capitale dell’Europa.

il 25 novembre del 2011
Avatar di stella

R: Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente

stella:

questo movimento farà la fine del vecchio partito dei cacciatori...

il 17 agosto del 2011
Avatar di Perla Pace

R: Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente

Perla Pace:

e vietare la caccia no?

il 9 agosto del 2011
Avatar anonimo di Celso VASSALINI

R: Nasce il movimento Civiltà Rurale Caccia Ambiente

Celso VASSALINI:

SERVE UN AREA PROTETTA e/o di RIPOSO per evitare pregiudizi e bocciature. Con questa ipotesi tutta la Lombardia darebbe un grande esempio a Roma e all’Europa. E gli appassionati di Diana, possono serenamente dormire senza l’incubo delle deroghe..! La Maddalena “Alta Scuola permanente Centro Studi Naturalistici e Faunistici”.
L’Ispra, nel termine perentorio di 60 giorni dal ricevimento della richiesta, deve segnalare alle Regioni, per ciascuna delle specie protette indicate, la piccola quantita’ a livello nazionale per la quale si autorizza la caccia in deroga. In caso di mancata trasmissione del parere da parte di Ispra, le Regioni potranno utilizzare i dati provenienti da altra fonte pubblica o accreditata relativi alla consistenza delle specie. Quindi entro il 30 aprile le Regioni effettuano la ripartizione delle quantita’ cacciabili sui territori regionali in proporzione al numero di cacciatori residenti.
Lettera aperta all’Assessore del Comune di Brescia Avv. Paola Vilardi. Cortese Assessore Paola Vilardi, premesso che: mi complimento per l’impegno non facile del Suo Assessorato e di tutta la giunta a cui vanno i miei complimenti. In vista del nuovo patto sociale che il Sindaco e la Giunta varerà, propongo che il nostro Monte maddalena diventi area protetta e che venga ricostruita già al percorso esistente, spero ancora di proprietà del Comune la “funivia”. Su questo progetto possono essere coinvolti i Comuni limitrofi, sia per gli investimenti e per le idee. Anche l’Istituto Pastori coinvolgendo gli studenti a sviluppare e controllare-monitorare la nostra montagna, con i colleghi loro Geometri. Ipotesi di un loro tirocinio..! Per il prosieguo nel realizzare anche a Brescia l’Università Veterinaria. Su desiderio del Mons. Francesco Beschi attuale Vescovo di Bergamo in un incontro avuto con lui all’Istituto Pastori. Il 2011 sarà l’Anno internazionale dedicato ai polmoni verdi del Pianeta. Mai come ora l’attenzione all’ambiente e alle sue risorse è importante, specie dopo gli ultimi avvenimenti asiatici e i continui dibattiti sull’inquinamento e sull’esaurimento delle fonti di energia e soppratutto dai continui all’armi schizofrenici delle nostre macchinette “rilevatori” che indicano la fine del mondo. «L’aria che respiriamo il cibo, l’acqua, il clima che condiziona la nostra vita e il nostro futuro dipendono tutti dalle foreste. Il 2011 deve essere l’anno in cui il mondo e Brescia riconosce la vitale importanza di foreste in salute per la vita sul Pianeta e del nostro territorio, per tutte le popolazioni e la biodiversità». In effetti le foreste assorbono buona parte di CO2 e svolgono una funzione cruciale nella lotta contro i cambiamenti climatici. «Le foreste – offrono gli strumenti più ampi, veloci ed efficaci per contenere le emissioni globali. Alcuni dei valori delle del nostro monte Maddalena ha bisogno di una prospettiva a 360 gradi: la Maddalena offre relax e ricovero a persone e habitat alla biodiversità, è fonte di cibo, medicina ed acqua pulita e gioca un ruolo vitale nel mantenere un clima stabile. Tutti questi elementi presi insieme rinforzano il messaggio che le foresta della Maddalena è fondamentale per la sopravvivenza umana, vegetale e animale. A Brescia nel 1955 la Ceretti & Tanfani ha costruito una funivia bifune va e vieni tipo classico con cabine da 35 persone , due piloni di cui uno alto 60 mt e con una linea della lunghezza totale di 2300mt. Questa funivia collegava Brescia appena fuori Porta Venezia con il Monte Maddalena alto mt 865. La funivia ha funzionato bene fino al 1969. Contemporaneamente la costruzione della strada ha affossato i bilanci dell'impianto che ha chiuso i battenti al pubblico proprio nel '69. Da quell'anno fino alla metà degli anni '70 la funivia ha funzionato come impianto scuola per i tecnici di funivie alpine, nonchè per i macchinisti delle numerose funivie dell'ENEL. Il comune di Brescia ha poi deciso lo smantellamento che è stato eseguito nel 1986. Dell'impianto ora rimangono le stazioni, quella inferiore comprata dal pizzaiolo sottostante, quella superiore ancora, credo, di proprietà della vecchia società della funivia. Il problema è che il Monte Maddalena è un'enorme polmone verde a ridosso della città di Brescia e raggiungibile solamente con mezzi privati (un pullmino d'estate) in circa 25 minuti. Molti bresciani, ad un mio piccolo sondaggio, sarebbero ben contenti di riavere la loro funivia. Ma perchè nessuno ci pensa più a rifarla? penso anch'io che sarebbe una bella cosa riaprire la funivia della maddalena, sarebbe una opportunita' di usufruire di piu' di questa enorme risorsa che teniamo giusto al lato della citta', poche citta' possono vantare uno spazio verde cosi' bello nelle vicinanze. E diamine una città come Brescia nel ventunesimo secolo offrirà pure un bacino di utenza adeguato per una funivia che porti sulla sua montagna panoramica! In fin dei conti ai gitanti non piacerà stare in mezzo a degli ingorghi per vedere il panorama, ma gradiranno pure la comodità e la suggestione di un mezzo ecologico. Il Monte Maddalena è un monte delle Prealpi Bresciane e Gardesane che si innalza a ridosso della città di Brescia e più precisamente nella sua parte nord-orientale. Proprio per la vicinanza con la città è detta la montagna dei bresciani. Alta 874 m s.l.m., la Maddalena costituisce un vero polmone verde per la città e per i comuni di Nave e Botticino che la circondano. In passato era chiamata Monte Denno (dal (Mons Domini = monte del Signore). La Maddalena fa parte del Parco delle colline bresciane. Le Prealpi Bresciane e Gardesane (dette anche Prealpi Lombarde orientali) sono una sezione delle Alpi. Appartengono alle Alpi Sud-orientali. La vetta più alta è il Monte Baldo che raggiunge 2.218 m s.l.m.. Chiudendo l’idea che il nostro monte Maddalena diventi Area protetta e/o di riposo, con le varie idee che sopra ho menzionato, ironicamente essendo ex cacciatore e quindi esperto, mi propongo ha tenere in equilibrio la sovrappopolazione degli ungulati e volattili: che quando vedo che il loro occhio è socchiuso o che sembra opaco “indice di poca salute e cioè sovraffollamento nell’abitat”, io cortesemente con il mio fucile sovrapposto cal.20 Beretta, da pallini soft, soft 04, li trasformerei in ottimi piatti tradizionali fatti rigorosamente dai nostri alpini, con le consuete benedizioni e cerimonie varie, per poi arrivare al tavolo del sacrificio del gusto. Potrebbe nascere un nuovo profilo professionale “Il moderatore per la tutela-equilibrio della fauna”. Dove lei Ass e tutta la giunta sarà presente come ospite. Sperando che i vostri impegni politici vi obblighi al solo brodino. Con un pizzico di ironia, viva la nostra Montagna “Maddalena”. Grande Polmone utile anche alle altre cittadine limitrofi, comuni di prima corona, comuni contigui o comuni confinanti, nel dividere le spese e nel gustare quel fastidiosissimo sacrificio “spiedo”. Ma noi abbiamo l’obbligo nel tenere alta la tradizione dell’unità culturale anche Enogastronomici Degli Spiedi Bresciani.
Celso Vassalini
Brescia

l' 8 agosto del 2011

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