Coronavirus: con il lockdown si possono raggiungere i terreni lontani da casa?

Una nota della Prefettura di Brescia entra nel merito delle attività agricole e silvo-pastorali concesse e non concesse anche durante il lockdown

Con lo sbocciare della primavera e delle inevitabili necessità della natura, anche se antropizzata, era inevitabile che la questione diventasse all’ordine del giorno anche nel pieno della quarantena. La domanda è più che lecita: ma i proprietari di terreni, boschi e aree verdi al di fuori della propria abitazione possono raggiungere il proprio campo senza incorrere in salatissime sanzioni?

Attività agricola e silvo-pastorale

Come detto il dibattito si è acceso, coinvolgendo inevitabilmente anche i sindaci dei vari Comuni bresciani. La risposta più ovvia, come sempre in questi casi, è quella di affidarsi al buon senso: sia dei proprietari stessi che delle forze dell’ordine e delle istituzioni. In alcuni paesi della provincia si è arrivati a un compromesso: in caso dei detti spostamenti, per tagliare la legna, mettere in sicurezza le colture (anche se artigianali e non professionali) e sfalciare erba o altro, è necessario darne comunicazione all’autorità, compilare eventualmente un modulo oppure segnalarlo nell’autocertificazione in caso di controlli.

Per fare chiarezza, comunque, si è reso necessario l’intervento della Prefettura di Brescia, l’ente che più di tutti ha competenza nella gestione dell’emergenza e delle “aperture” per quanto riguarda il lockdown (che ricordiamo in Lombardia e in tutta Italia, anche se sono tantissime le aziende e le attività ormai aperte, proseguirà almeno fino al prossimo 4 maggio).

L’intervento della Prefettura

Nel dettaglio, è proprio il prefetto di Brescia Attilio Visconti a entrare nel merito della questione: “A seguito di diverse segnalazioni – si legge in una nota – in ordine alla necessità ormai non più procrastinabile di svolgere attività agricole e pastorali finalizzate a preservare, sul piano igienico-sanitario e della salubrità, gli ambienti pastorali e agricolo, si chiarisce che gli spostamenti per lo svolgimento delle predette attività possono avvenire soltanto per ragioni di assoluta urgenza e necessità, correlate al grave nocumento per la salute pubblica complessivamente intesa”.

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Cosa si può fare (e cosa no)

Dunque, nello specifico, non rientrano nelle attività concesse la raccolta della legna per autoconsumo e uso familiare, oppure “usi civici hobbistici e dopolavoristici”. E ancora, a seguito di “attento monitoraggio sull’applicazione di quanto indicato”, la Prefettura precisa che, per quanto attiene agli spostamenti necessari per le motivazioni di cui sopra e per raggiungere gli appezzamenti di terreno o gli allevamenti di animali, “gli stessi sono consentiti purché limitati a un solo componente per nucleo familiare e per un massimo di una volta al giorno”.
 

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