Allarme pidocchi con il ritorno a scuola: come eliminarli in poche mosse

Guida e consigli utili per affrontare l'infestazione da pidocchi (pediculosi), a cui bisogna essere sempre pronti quando i bambini tornano a scuola

Non c'è bambino, o quasi, che non ne sia stato vittima: oppure il compagno di banco, l'amico di scuola. Ogni anno, tra gli studenti più giovani, può capitare che arrivino: spesso anche nei giorni del rientro a scuola, complice un'estate passata a giocare all'aperto, a sporcarsi e a divertirsi. Capita eccome anche nel Bresciano: i pidocchi rappresentano una delle preoccupazioni maggiori per i genitori, soprattutto per la loro capacità di diffondersi davvero velocemente e indipendentemente dall'ambiente e dell'igiene personale.

Una circostanza tanto diffusa che anche Ats Brescia, ormai un paio d'anni fa, ha pubblicato e diffuso un piccolo vademedum di prevenzione e trattamento, intitolato “Occhio al pidocchio”. Con una serie di consigli e suggerimenti per eliminare il problema alla radice, nel vero senso del termine, e pure una raccomandazione di tutela della comunità: “Quando vengono segnalati casi di pediculosi a scuola – scrive Ats – è bene che i genitori controllino la testa dei propri figli, almeno due volte a settimana. In caso di infestazione accertata (prurito intenso, pidocchi o lendini) ci si deve rivolgere al proprio medico di famiglia, al medico di sanità pubblica o all'assistente sanitario del distretto, che possono fornire le indicazioni sugli opportuni trattamenti da effettuare e sulle modalità di comportamento da osservare”.

Cosa sono i pidocchi

pidocchi sono parassiti minuscoli di colore bianco-grigiastro che colpiscono principalmente i bambini in età scolare, soprattutto nella fascia di età che va dai 3 agli 11 anni e di conseguenza anche le loro famiglie; si nutrono pungendo la parte del corpo colpita (cuoio capelluto, corpo o pube), dove depositano un liquido che causa intenso prurito. Caratteristica fondamentale dei pidocchi è quella di vivere quasi esclusivamente sul corpo umano, poiché non possono vivere a lungo lontani dall'ospite: gli animali domestici, ad esempio, non rappresentano una fonte di trasmissione per l'uomo, così come i pidocchi umani non vengono trasmessi agli animali. L'infestazione è più frequente nelle scuole, nelle colonie, negli oratori, nelle palestre e, più in generale, in tutti quei luoghi in cui vi sono molte occasioni di contatto.

La pediculosi: come riconoscere un'infestazione

I sintomi della pediculosi sono principalmente due: arrossamento cutaneo, soprattutto nella zona delle orecchie e sulla nuca, e prurito al cuoio capelluto. In commercio sono disponibili numerosi prodotti contro la pediculosi, sotto forma di polveri, creme, mousse, gel, shampoo, che, in ogni caso, devono essere consigliati dal medico, in grado di prescrivere il trattamento più idoneo. È importante ricordare che non è possibile prevenire la pediculosi: usare i prodotti antiparassitari a scopo preventivo non rende immuni dall'infestazione, ma, al contrario, è una pratica inutile e dannosa.

Affrontare l'infestazione

Per eliminare l'infestazione occorre seguire scrupolosamente le indicazioni del prodotto scelto per il trattamento. Ecco, passo passo, come affrontare ed eliminare l’infestazione da pidocchi:

  1. Innanzitutto, ispezionate accuratamente il cuoio capelluto in un ambiente ben illuminato, aiutandovi con un pettine a denti fitti e con una lente di ingrandimento, per individuare pidocchi e uova (lendini), che sono tonde e bianche e possono essere confuse con la forfora; a differenza di quest’ultima però, non si staccano dal capello quando lo si fa scorrere tra le dita, essendo tenacemente attaccate ad esso da una particolare sostanza adesiva.
  2. Una volta accertata la presenza di pidocchi e uova, è necessario applicare su tutto il cuoio capelluto e sui capelli un prodotto antiparassitario specifico; i prodotti più efficaci sono quelli a base di piretroidi sintetici (permetrina, fenotrina, deltametrina e sumitrina), il malathion (non indicato nei bambini di età inferiore a 6 anni) e le piretrine naturali (che, però, non uccidono tutte le uova e la cui applicazione deve essere ripetuta dopo 7-10 giorni), ma è importante consultare prima il pediatra per farsi prescrivere quello più idoneo al caso specifico.
  3. Dopo il trattamento, usate un pettine in acciaio a denti molto fitti per rimuovere le uova, pettinando accuratamente ciocca per ciocca e partendo dalla radice del capello; per facilitare l'eliminazione delle uova, bagnate il pettine o, meglio ancora, tutta la capigliatura con una soluzione al 50% di acqua e aceto, efficacissima per diminuire l'adesione delle uova al capello. 
  4. Per eliminare il rischio di una re-infestazione, è importantissimo lavare e disinfettare abiti, cappelli e lenzuola (in genere a 60°C, ma per le lenzuola va bene anche un lavaggio a 90 °C) come anche pettini, spazzole, accessori per capelli e fermagli (in acqua bollente con sapone, lasciandoli a bagno per almeno un'ora). Se pensate che l'infestazione possa essersi estesa anche ad oggetti che non possono essere lavati, conservateli per 2 settimane in sacchetti di plastica chiusi e sigillati.
  5. Infine, ripetete il trattamento, a seconda del prodotto specifico utilizzato, dopo 2, 7, 8 o 10 giorni.

Consigli utili e falsi miti

  • Mettete in atto una sorveglianza accurata con ispezioni settimanali, in particolare sulla nuca e dietro le orecchie, anche quando il bambino non ha sintomi, per individuare precocemente il problema.
  • Applicate i prodotti per trattare l’infestazione seguendo rigorosamente le istruzioni scritte nella confezione, facendo particolare attenzione al tempo di posa e alle modalità di risciacquo; al trattamento bisogna far sempre seguire l'uso di un pettine a denti fitti, per rimuovere le eventuali uova sopravvissute.
  • Prodotti naturali come l’aceto, la maionese e altri rimedi popolari non sono efficaci nel debellare la pediculosi; l’aceto è utile solo per staccare più facilmente le uova dai capelli.
  • Il trattamento è necessario solo se esiste una reale infestazione, e non esistono prodotti preventivi.
  • In caso di infestazione da pidocchi non è necessario tagliare i capelli,
  • pidocchi adulti sopravvivono solo sulla testa umana, dove trovano nutrimento, mentre nell’ambiente sopravvivono un paio di giorni (e al freddo anche meno). Le uova invece sopravvivono oltre le due settimane, e se non eliminate possono facilmente riavviare l’infestazione.
  • Il pidocchio non è indice di scarsa igiene: in realtà, vengono attaccati più facilmente i capelli lavati eccessivamente, soprattutto se sottili e chiari, mentre sembra che i capelli unti rendano più difficoltoso l’attecchimento delle uova.
  • Il pidocchio non salta da una testa all'altra: questi parassiti non possono sposarsi autonomamente, e per il contagio è necessario il contatto diretto fra capelli oppure il contatto con biancheria e/o effetti personali contaminati (come pettini, spazzole, fermagli, sciarpe, cappelli, asciugamani, cuscini).

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