Bambini morti: al Civile gli ispettori del Ministero, sequestrate le cartelle cliniche

Proseguono le indagini sulle morti dei neonati al Civile di Brescia: per il quarto decesso nessuna inchiesta, confermata la malformazione congenita

Foto d'archivio

E' il quarto bimbo prematuro morto in poco più di sette giorni al Civile di Brescia: aveva visto la luce alla 35ma settimana, ma purtroppo con una grave malformazione alla trachea. Trasferito nel reparto di Terapia intensiva neonatale, ha resistito solo poche ore: il suo caso però per la Procura non rientra nelle cosiddette “morti sospette”, e quindi non verrà vagliato dalle indagini degli investigatori.

Sono comunque tre le inchieste aperte, nell'ambito di un fascicolo d'indagine per omicidio colposo aperto e coordinato dal sostituto procuratore Corinna Carrara: nessun iscritto all'elenco degli indagati, almeno per ore, ma sforzi concentrati sulla ricostruzione delle storie cliniche dei tre bambini morti tra il 30 dicembre e il 5 gennaio.

In ordine cronologico: la piccola Nicole, morta il 30 dicembre scorso. Sul suo corpicino all'ultimo dell'anno è già stata eseguita l'autopsia. Per il Civile il decesso sarebbe legato a una condizione di “prematurità estrema”, a cui avrebbe fatto seguito una enterocolite necrotizzante, che si è portata via la bimba in meno di 48 ore.

Nella notte tra il 3 e il 4 gennaio è morto invece il piccolo Cristian. Anche lui nato prematuro, ma in un altro ospedale, e poi trasferito al Civile: i dirigenti in una nota specificano di come fosse stato anche lui vittima di una enterocolite necrotizzante, con l'aggravamento di una perforazione intestinale. A nulla purtroppo sono servite le delicate operazioni chirurgiche cui è stato sottoposto.

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