Cos'è una supercella, come si forma? "Un temporale tra i più pericolosi al mondo"

La parola agli esperti: ecco cos'è e come si forma la supercella, considerato il temporale tra i più intensi e pericolosi del mondo

La supercella che ha devastato Brescia

La formazione di una supercella, con tutte le conseguenze del caso, è un fenomeno assai noto (e frequente) nella grandi pianure americane, dove è stato studiato per anni, se non decenni: appunto capita piuttosto spesso, e non è da meno la possibilità che dalle stesse supercelle possa scaturire un tornado. In Italia la parola supercella si è fatta viva solo da qualche anno: nel Bresciano fenomeni simili si sono concentrati in particolare nell'estate 2019, con effetti distruttivi (quasi) mai visti.

Bastano i video e le fotografie che impazzano sui social, anche in questi giorni, per rendersi conto della mostruosità di una supercella: chi l'ha vista da vicino non può che rimanere impressionato, da quella cupola gigantesca che sovrasta il “cuore” di una tempesta in movimento, che nei colori e nella sua maestosità richiama le violentissime tempeste polari narrate da Lovecraft nelle sue montagne della follia.

Come si forma una supercella

Ma estetica a parte, nei fatti, di cosa stiamo parlando? Secondo gli esperti, la supercella è in assoluto il temporale più intenso e pericoloso. E la scia dei danni di queste ultime settimane ne è triste conferma, anche nel Bresciano. Per la formazione di una supercella, scrive Daniele Berlusconi di 3bmeteo.com, sono necessari una concomitanza di fattori che non dovrebbero renderlo un fenomeno troppo frequente.

“Il suo sviluppo – scrive Berlusconi – richiede un'atmosfera instabile per molti chilometri di altezza, e condizioni di shear positivo (rotazione oraria e intensità del vento con la quota) piuttosto marcate. La formazione di una supercella è favorita dalla presenza di forti correnti fin verso i 50 metri al secondo, intorno ai 7-8 chilometri di quota che provocano convergenza nei bassi strati e alimentano forti moti ascensionali”.

Gli effetti distruttivi della supercella

La supercella dunque si costituisce di un'unica cella temporalesca, ma di dimensioni gigantesche (da cui il prefisso “super”): al suo interno si muovono un vortice di tipo mesociclone e un singolo updraft rotante (il “cuore” della supercella). “I moti ascendenti che la compongono – continua Berlusconi – superano il limite della tropopausa, da cui ne deriva la forma a cupola della sommità della nube convettiva”.

La supercella si muove, portando con sé tutta la furia distruttiva degli elementi: vento fortissimo, fino ai livelli di un downburst (soffia ben oltre i 100 chilometri orari) e poi pioggia battente e grandine. Anche a Brescia e provincia le supercelle hanno già provocato danni milionari.

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