"Ho un video di te mentre guardi i porno": anche a Brescia la truffa Sextortion

Primi casi segnalati anche a Brescia: la truffa via mail che chiede denaro in bitcoin in cambio del “silenzio” su un video che in realtà non esiste

Un ingente somma di denaro (in bitcoin) per evitare che un video compromettente venga distribuito ad amici e parenti: “Abbiamo un video di te che guardi i film porno”. Sarebbe questo l'ultimo ricatto, in gergo sextortion, arrivato sui laptop e i notebook di centinaia di italiani, e qualcuno anche a Brescia e provincia: sarebbero infatti già cinque i bresciani che avrebbero segnalato la cosa alla Polizia Postale.

In realtà la sextortion stavolta non è un ricatto, o appunto una “sexstorsione”: è semplicemente una truffa. Nessun video compromettente nell'archivio del truffatore, nessun filmato che vi ritrae in situazioni “intime”. Ma solo la volontà di spaventare, di mettere emotivamente con le spalle al muro appunto per farsi consegnare il denaro.

“Ho installato un malware sul video per adulti e tu hai visitato questo sito per divertirti – comincia così il messaggio, che solitamente arriva via mail – Mentre stavi guardando i video, il tuo browser ha cominciato a funzionare come un Rdp (desktop remoto) che ha un key logger che mi ha fornito l'accesso al tuo schermo e anche alla webcam”.

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