Inciampa e cade nel gradino della piazza: ora tocca a lei risarcire il Comune

La difesa annuncia ricorso in Cassazione: la vittima della caduta in Piazza Vittoria aveva vinto la causa in primo grado, sentenza poi ribaltata in appello

Era inciampata e caduta sul (purtroppo) celeberrimo gradino di Piazza Vittoria, quello che a partire dal 2014 – da quando era stata riaperta la piazza riqualificata – è già stato portato in tribunale una decina di volte. Anche la signora in questione aveva fatto causa al Comune di Brescia, chiedendo e ottenendo (in primo grado) un risarcimento di circa 4mila euro: ma la Loggia aveva resistito in tribunale, e vinto il ricorso in appello. Ribaltando la sentenza: la caduta della donna era dovuta a una sua distrazione, e non a una negligenza dell'ente pubblico.

Da qui il ribaltone anche economico: il risarcimento dovuto alla donna ora dovrà essere versato al Comune, con un peso più che doppio rispetto alla cifra originale. Lo scrive il Giornale di Brescia: la difesa dell'infortunata ha annunciato un altro ricorso in Cassazione, e ha chiesto una sospensione della sentenza perché, a fronte delle richieste economiche, se la donna dovesse risarcire si vedrebbe pignorata alcune proprietà.

Novità giudiziarie sono attese nei prossimi giorni. Al momento la sentenza che conta è quella della Corte d'Appello, secondo cui la caduta della signora è dovuta “alla condotta della signora, imprudente e distratta, non essendosi avveduta dell'esistenza del dislivello”, che ancora sarebbe stato “percepibile dall'utenza anche a distanza”.

Motivazioni che in parte cozzano con la vasta gamma di cadute e infortuni che si sono registrati nelle prime settimane della nuova piazza, ma che fanno parte di una sentenza e quindi per ora – in attesa della Cassazione – sono quelle che fanno legge. A margine degli incidenti il Comune aveva comunque fatto posizionare delle borchie di metallo: il dislivello tra i gradini è di circa tre centimetri.

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