"Donne come troie e stuprate: lo fai a casa tua", togliete il telefono a Salvini

L'editoriale

Matteo Salvini e Junior Cally

"A proposito mi vergogno di quel cantante che paragona Donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana".

Questa una delle ultime mirabolanti uscite, via Twitter, dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, riguardante la presenza del rapper Junior Cally a Sanremo (non certo un personaggio da servizio pubblico). Forse è ora che si stacchi un attimo dal telefonino: tra dirette Facebook, Instagram Stories e video TikTok per i più piccini, può essere che non gli sia rimasto nemmeno il tempo di riflettere prima di cliccare "invia" sulla tastiera.

Certo, sarebbe bello che al leader politico più popolare d'Italia non venisse in mente di scrivere "lo fai a casa tua", quando si parla di stupri, sequestri e di persone trattate "come troie". Nemmeno per gli insulti possono essere un porto franco le mura di casa, dove spesso trovano nascondiglio uomini meschini e violenti. Però ha scritto "Donne" con la maiuscola: la cultura patriarcale ha le ore contate.

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