Bambina scomparsa da mesi, la svolta nelle indagini: "Iushra è morta"

La disperazione dei genitori: “La nostra vita è distrutta”. Dopo quasi 230 giorni la Procura ha chiuso le indagini: “La bambina è morta”. Indagata l'operatrice

Stavolta è davvero la fine. Parola di inquirenti e Procura: Iushra è morta. A quasi 230 giorni dalla scomparsa di Iushra Zannatul Gazi, la bambina autistica che lo scorso dicembre avrebbe compiuto 12 anni, sono state ufficialmente chiuse le indagini relative alla sua scomparsa. Omicidio colposo: questa è l'ipotesi di reato, e per cui al momento c'è soltanto un'indagata, l'operatrice che quel giorno era con lei, e che aveva la responsabilità di tutto il gruppo di bambini disabili che stavano salendo a Cariadeghe.

Il giorno della scomparsa

Era il 19 luglio scorso, una triste storia. La bambina sarebbe scappata dal controllo degli operatori, fuggendo senza mai fermarsi nei boschi dell'Altopiano sopra Serle. Quasi raggiunta, si sarebbe fermata solo un istante, con un sorriso: poi di nuovo di corsa, avvistata anche da un passante che poi testimonierà di averla vista, forse anche da una seconda persona, la cui testimonianza però non venne giudicata attendibile.

Le ricerche

L'hanno cercata a migliaia, prima a luglio e poi tra settembre e ottobre, dall'Altopiano di Cariadeghe fino a quasi al confine con Botticino, decine e decine di ettari scandagliati in aria e in terra, tecnici specialisti, cani molecolari, droni termici, subacquei e scalatori. Niente da fare,  niente di niente: dopo sette mesi di indagini e ricerche di Iushra non è mai stata trovata una traccia che fosse una.

Il naturale proseguimento del procedimento giudiziario, dopo la chiusura delle indagini, porterà l'operatrice indagata a presentare (entro 20 giorni) quelle che possono essere definite le sue memorie difensive. In seguito si deciderà sull'eventuale rinvio a giudizio, circostanza che gli addetti ai lavori suggeriscono essere molto probabile.

Mamma e papà

Intorno alla bambina scomparsa c'è una famiglia ancora distrutta. Il padre-coraggio Mohamed Liton Gazi, operaio all'Iveco: a casa tre figli ancora piccoli, la giovane moglie Khanam, nei mesi i cortei di sensibilizzazione, la presenza sull'Altopiano, gli appelli alla stampa e in diretta televisiva. Non si è mai arreso, non si sono mai arresi.

Ma il tempo scorre inesorabile, e la consapevolezza si fa sempre più concreta. E triste. “Vorrei soltanto fosse ritrovata – ha detto il padre – per poterla rivedere, per darle una degna sepoltura”. La disperazione dei familiari, che non ci girano intorno: “La nostra vita è distrutta”.

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