Gioco d'azzardo, dati shock: 30.000 i bresciani patologici, ogni anno spesi 2 miliardi

I numeri diffusi dall'Ats di Brescia e raccolti dall'Osservatorio territoriale sulle dipendenze: sarebbero quasi 30mila i bresciani coinvolti nel gioco patologico

Provate a immaginare un centinaio di bresciani, in rappresentanza di tutta la popolazione della nostra provincia, seduti tutti insieme in una stanza: ecco, tre di loro, se non addirittura quattro, potrebbero essere coinvolti nel vortice del gioco d'azzardo patologico. Proporzione doverosa, per rendere l'idea dell'entità del fenomeno: un bresciano su 40 ha problemi di gioco d'azzardo. Per un totale di circa 30mila persone, l'equivalente di una città come Desenzano, più di Montichiari o Lumezzane.

Sono questi i dati shock resi noti dall'Ats di Brescia e raccolti dall'Osservatorio territoriale sulle dipendenze. Il numero è soltanto una stima, perché il sommerso è tantissimo: basta pensare che sono meno di 500 le persone che si rivolgono ai centri di aiuto. Sono come invisibili: si nascondono nelle sale slot, ma anche nei bar e nei tabaccai, nelle sale scommesse.

Giocano d'azzardo, in senso lato: non a carte seduti a un tavolo con gli amici, magari su internet puntando pesante. E poi le “macchinette”, le slot machines, dove bastano pochi minuti per perdere 100 euro. E ancora i gratta e vinci, altro fenomeno del gioco d'azzardo “fast” e che coinvolgerebbe in particolare gli anziani.

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