Coronavirus: più di 30mila casi in Lombardia, più di 400 morti in un solo giorno

Il contagio non si ferma: 69.176 i casi positivi in Italia dall’inizio dell’epidemia, 30.703 in Lombardia

Il contagio a Brescia non si ferma: forse rallenta appena, ma i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore (purtroppo) sono perfettamente in linea con quanto è successo negli ultimi giorni. Secondo la Regione, sono quasi quattrocento i nuovi positivi in tutta la provincia (ma per l'Ats sarebbero molti di più: in tutto 478), che portano così a 6.298 il totale dall’inizio dell’epidemia: non si ferma nemmeno la triste conta dei morti, altre 75 persone hanno perso la vita per concause legate al Covid-19, in un mese e pochi giorni sono già 887 i decessi nel Bresciano.

Ma i numeri non vanno guardati giorno per giorno, ha ribadito l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera: serve analizzare la curva, capire la tendenza. In tutta la Lombardia, da quando tutto è cominciato, sono 30.703 i casi di positività al Coronavirus: più 1.942 in un solo giorno, erano più 1.555 tra domenica e lunedì, più 1.691 l’altro tra sabato e domenica. In un solo giorno altri 402 decessi, dieci volte la Francia, che portano il totale a 4.178 (con un tasso di mortalità grezzo pari al 13,6%).

I dati per provincia

Aumentano i guariti, sono 600 nelle ultime 24 ore, ma crescono anche i ricoveri in ospedale, quasi 500 in più in un solo giorno: sono 10.905 le persone ricoverate in ospedale, di queste 9.711 sono in buone condizioni (l’89% dei ricoverati) e 1.194 in terapia intensiva (il 10,9% del totale dei ricoverati, il 3,9% del totale dei positivi). I dati per provincia: 6.298 casi a Bergamo dall’inizio dell’epidemia, più 257 in un giorno, poi Brescia con 6.298 (più 393), Milano 5.701 (più 375), Cremona 3.061 (più 136), Lodi 1.860 (più 43), Pavia 1.499 (più 55) Monza e Brianza 1.454 (più 324). Anche Lecco e Mantova hanno superato quota 1.000 contagiati.

La situazione in Italia

Anche in Italia il trend non sembra rallentare, ma almeno stabilizzarsi: sono 69.176 i casi accertati dall’inizio dell’epidemia, con 6.820 morti (dopo un’altra giornata nera, con più di 700 decessi: per rendere l’idea, 402 in Lombardia e 17 nel Lazio). Sono 3.996 le persone ricoverate in terapia intensiva, di cui un terzo in Lombardia: “La Regione è riuscita ad aumentare del 110% i posti in terapia intensiva, portandoli da 724 a 1.500”. In tutta Italia erano 5.200 quando tutto è cominciato, il 230% in meno della Germania: ora sono più di ottomila.

Che succede in Europa e nel mondo

Forse si riferiva anche a questo il supercommissario Domenico Arcuri quando nella sua prima conferenza stampa ha riferito che servirà una “rivoluzione” del sistema sanitario italiano. Quando tutto sarà finito, si vedrà. Intanto tutto il mondo è in fermento. In Europa la Spagna ha quasi raggiunto i 40mila casi: 512 i morti nelle ultime 24 ore, che sono già 2.696 nei primi 23 giorni della loro epidemia (nello stesso lasso di tempo, in Italia, i decessi erano 2.196).

Il peggio deve ancora arrivare? Attivato il coprifuoco in Egitto, al via il lockdown totale in India. Negli stati Uniti sono circa 50mila i casi accertati, di cui 25mila nel solo stato di New York (20mila in città), con 600 morti (e un tasso di letalità pari all’1,2%). Ecco, le anomalie dei tassi di mortalità italiani (e lombardi, e bresciani) hanno fatto discutere parecchio: l’età media molto alta, le patologie pregresse, l’inquinamento.

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Mezzo milione di positivi?

La prospettiva cambierebbe completamente se prendessimo per buone le proiezioni stimate dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, secondo cui il numero dei casi in Italia è sottostimato di dieci volte: questo vorrebbe dire quasi 700mila positivi, e 300mila solo in Lombardia. Due le evidenze matematiche: un numero incredibile di positivi sconosciuti, forse in gran parte asintomatici, che se escono di casa e incontrano persone possono trasmettere il Covid-19. L’altra è mera statistica, perché i morti quelli sono e quelli restano: fosse davvero così, il tasso di mortalità sarebbe dello 0,98% in Italia, e dell’1,36% in Lombardia. 
 

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