Allarme coronavirus: chiusi bar, scuole e locali pubblici a Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione d'Adda

I tre Comuni hanno emanato tre ordinanze per disporre la chiusura delle scuole, almeno fino a domenica, degli uffici comunali e dei luoghi di pubblico intrattenimento dopo i casi di coronavirus.

Il Comune di Codogno ha emanato tre ordinanze per disporre la chiusura delle scuole, dei locali pubblici (bar, ristoranti, discoteche, sale da biliardo) e degli uffici comunali, visto l'allarme Coronavirus. I casi accertati - lo ricordiamo - per ora sono sei: si tratta di uomini e donne tutti residenti nel paese del Lodigiano o in comuni limitrofi.

Una misura 'precauzionale' e 'provvisoria', fa sapere il Comune, che resterà in vigore almeno fino a domenica. Lo stesso provvedimento è stato adottato dai comuni di Castiglione d'Adda e Casalpusterlengo. Nella tarda mattinata di venerdì, la Regione aveva dato una «indicazione perentoria», ai cittadini dei tre Comuni affinché non uscissero di casa, per scopi precauzionali. 

Coronavirus: 14 casi accertati in Lombardia 
 

Il paziente uno è un 38enne di Castiglione d'Adda, ma residente a Codogno, affetto da coronavirus: è in gravi condizioni all'ospedale di Codogno. Gli altri contagiati sono la moglie dell'uomo - un'insegnate all'ottavo mese di gravidanza - e altre quattro persone (tutte della zona) entrate in contatto con l'uomo che lavora alla Unilever di Casalpusterlengo. Risulta negativo ai test il manager della Mae spa di Fiorenzuola d'Arda, con cui il 38enne aveva cenato a fine gennaio e che era appena rientrato dalla Cina.

Coronavirus: nuovo caso sospetto

Anche una donna che lavora alla Unilever di Casalpusterlengo, come il 38enne, presenta i sintomi della malattia ed è ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Piacenza. È inoltre in isolamento domiciliare volontario l’infermiere triagista piacentino che ha accolto il paziente 0 al Pronto Soccorso di Codogno (Lodi): vive solo e, benché asintomatico, gli è stato eseguito il tampone.

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Per quanto riguarda le due aziende coinvolte, Unilever e Mae spa, sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti: la gestione dell’azienda lombarda (Unilever) – come prevede lo stesso ministero - è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l’Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae. Il dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl piacentina ha già contattato il medico competente della Mae per avviare la vigilanza sui lavoratori dell’azienda, che oggi è stata chiusa prudenzialmente per iniziativa del titolare. Se il dipendente Mae, rientrato dalla Cina il 21 gennaio e già negativo al tampone, dovesse essere negativo anche agli ulteriori accertamenti, l’approccio verrà modificato di conseguenza.

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