Fanghi e gessi di defecazione nei campi: l'inchiesta shock nel Bresciano

Le telecamere della trasmissione di Rai 3 'Indovina chi viene a cena' a Calcinato

'Indovina chi viene a cena' a Calcinato

Una poltiglia grigia di odore acre e pungente, sparsa nei campi agricoli come fertilizzante: sono i gessi di defecazione. Si tratta di un particolare tipo di fertilizzante, a costo zero per gli agricoltori, che deriva dal processo di depurazione delle acque civili e industriali a cui quali possono essere mescolati altri rifiuti. 

Sarebbero loro la causa dell'odore nauseabondo che costringe i residenti a non poter aprire le finestre di casa: un tanfo insopportabile che irrita la gola e provoca miasmi. Proprio i gessi di defecazione sono finiti al centro dell'inchiesta shock della trasmissione 'Indovina chi viene a cena" di Rai 3, andata in onda domenica sera.

Le telecamere della Rai sono arrivate anche a Calcinato per raccogliere le testimonianze dei residenti e documentare il gran viavai di camion nella zona dove si trova la Wte, azienda che produce questo particolare tipo di fertilizzanti.

L'indagine si è focalizzata sulla presunta mancanza di controlli nell'utilizzo di questo tipo di fertilizzante, prodotti con ogni genere di scarto - da quelli alimentari, ai liquami, fino alle lettiere degli animali - che vengono poi trattati con la calce.  La legge - evidenzia il servizio - consente alle autorità competenti (l'Arpa) di effettuare delle verifiche solo durante la preparazione dei composti e non durante lo spandimento sui terreni agricoli, anche perché è impossibile sapere quando e come questi concimi verrano riversati nei campi.

"Il processo di trasformazione con l'acido solforico non è in grado di eliminare gli eventuali inquinanti presenti - spiega nel servizio Fabio Cambielli, dirigente di Arpa Lombardia - ma noi possiamo effettuare controlli solo durante la preparazione e nella metà dei casi abbiamo riscontrato irregolarità" .

Quali effetti abbiano tali sostanze, una volta riversate sui terreni dove si coltivano mais, barbabietole, cereali e riso, sulla salute rimane ancora un mistero tutto da chiarire. 

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