Amianto, la strage continua: ogni 10 giorni un bresciano muore per il mesotelioma

I dati shock resi noti dall'Osservatorio nazionale sull'amianto: quasi 6000 casi di mesotelioma solo in Lombardia negli ultimi decenni, 30 morti all'anno anche a Brescia

Di amianto non si smette di morire: una strage silenziosa, inesorabile. Quasi 6000 casi di mesotelioma solo in Lombardia, e in meno di 15 anni: è questa la patologia direttamente collegata all'esposizione alle “fibre killer”, che in Italia sono fuorilegge ormai da un quarto di secolo, dal 1992. Ma che continuano a mietere vittime: circa 400 all'anno, almeno una trentina anche in provincia di Brescia.

Sono questi i dati shock presentati a Milano (la città e la provincia più colpite) dall'Ona, l'Osservatorio nazionale sull'amianto, e che raccontano di una situazione ancora critica, nonostante tutto quello che è stato detto, e fatto: numeri ancora più preoccupanti se confrontati con i decessi non da mesotelioma, ma da patologie comnunque legate all'amianto e ai suoi derivati. In tutta la Regione sono più di 2000 ogni anno, circa sei al giorno.

I casi di mesotelioma in Lombardia

I dati presentati dall'Ona parlano chiaro. In Lombardia quasi 6000 casi di mesotelioma dal 2000 al 2015: e sono soltanto quelli censiti. La provincia più colpita è quella di Milano, con oltre 1500 patologie rilevate (sono 882 solo in città), poi Bergamo con 564, Pavia con 491, Varese con 453, anche a Brescia sono più di 400, di cui poco meno del 10% in Valcamonica.

In Regione sono almeno 210mila i siti da bonificare, case o edifici, capannoni e altro dove è ancora presente l'amianto: un quantitativo che da solo vale più di un terzo del totale di tutta l'Italia. In gran parte in proprietà private, quasi il 90%: ma fa specie sapere che c'è un 10% (o poco più) presente anche in edifici pubblici.

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Numeri che fanno paura

Nel 2017 sono più di 500 le morti di mesotelioma: una patologia da cui è difficile se non impossibile salvarsi, con un tasso di mortalità che si avvicina al 90%, e un periodo di incubazione della malattia che può protrarsi per decenni prima di dare i primi sintomi, anche per 40 anni. E non c'è solo la terribile neoplasia: non sono rari i casi di carcinoma polmonare, o di asbestosi, la prima malattia professionale correlata all'amianto, in Italia riconosciuta dall'Inail. Una strage mondiale: secondo l'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, sono più di 100mila ogni anno le persone che perdono la vita per cause relative all'amianto. La metà solo in Europa.

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