Autisti picchiati e aggrediti, ma a processo finiscono i dirigenti d'azienda

Una ventina di aggressioni in due anni: i dirigenti della società Sia vanno a processo per lesioni colpose. Per l'accusa non avrebbero “protetto” i propri dipendenti

Autista aggredito (foto d'archivio)

Sono accusati di lesioni colpose i tre dirigenti della Sia, la nota società di autotrasporti, attualmente a processo a margine dell'inchiesta firmata dal sostituto procuratore Carlo Pappalardo: le indagini sono stati avviate a seguito dell'esposto in Procura presentato dall'Ats, secondo cui la società non avrebbe adempiuto soprattutto alle richieste degli autisti vittime di aggressione.

Secondo una stima considerata realistica (e che poi è stata portata anche in tribunale), sarebbero più di venti in due anni gli autisti aggrediti, quasi uno al mese: e queste sarebbero soltanto le aggressioni più gravi, quelle cioè dove sono state riportate ferite, medicazioni, interventi dell'ambulanza o delle forze dell'ordine.

Una situazione su cui autisti e sindacati hanno detto (e scritto) tanto: una delle richieste avanzate era il posizionamento di una barriera divisoria tra il posto di guida e l'ingresso del pullman, così da impedire a scalmanati e malintenzionati di avere un contatto “diretto” con il conducente del mezzo. La proposta è stata però cassata dalla dirigenza, perché non avrebbe comunque rispettato gli standard di sicurezza.

La posizione dell'azienda

Per motivi normativi specifici, ha spiegato la difesa di Sia, le barriere che possono essere installate devono essere “mobili”, non devono essere mai chiuse e quindi si devono poter aprire anche dall'esterno, in caso di incidenti o malori. E quindi non sarebbero utili per la “causa” per cui sarebbero state richieste, appunto proteggere gli autisti dalle aggressioni.

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Un dibattito acceso, e che appunto è proseguito in tribunale: la prossima udienza è fissata per il 14 dicembre, quando sono attese le conclusioni del pubblico ministero. Sono tre i volti noti dell'azienda finiti sul banco degli imputati per lesioni colpose: il direttore Roberto Salerno, l'amministratore delegato Luca Del Barba, il presidente Ambrogio Banaglio.

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